Fattori di Crescita – Metodica CGF®

Le ferite difficili (ulcere, piaghe, lesioni croniche), indipendentemente dalla loro natura (traumatica, vascolare, neuropatica, diabetica…), sono un problema frequente nei paesi in via di sviluppo, sono spesso difficili da guarire perché al loro interno mancano i fattori di crescita necessari per mantenere il processo di guarigione e sono spesso complicate da infezione. Le terapie convenzionali, quali medicazioni avanzate, pulizia chirurgica, e persino i sostituti dermici possono non garantire una soddisfacente guarigione dal momento che questi trattamenti non sono in grado di fornire un numero sufficiente di fattori di crescita necessari per modulare il processo di guarigione.

 

Di recente è stato possibile produrre una “seconda generazione” di concentrati piastrinici che ha l’importante caratteristica di possedere una fitta rete di fibrina e di contenere un numero elevato di fattori di crescita; per questo motivo, il nuovo preparato prende il nome di CGF (Concentrated Growth Factors).

La preparazione del CGF avviene mediante un unico processo di centrifugazione (velocità alternate e controllate) e senza l’aggiunta di sostanze esogene in seguito al quale il concentrato è già in forma solida e non necessita di alcun processo di attivazione.

 

Alla fine del processo di separazione (grazie al separatore di fase Medifuge MF200), all’interno della provetta, si possono osservare quattro caratteristiche fasi:

  • Una fase liquida rappresentata dal siero (plasma sanguigno senza fibrinogeno e fattori della coagulazione
  • Una fase superiore composta da un blocco di fibrina polimerizzata
  • Una fase intermedia contenente Growth Factors (tra cui VEGF, TGF-b1, cellule della linea bianca e cellule CD34+ (staminali unipotenti in attesa di stimolazione per la tipizzazione definitiva)
  • Una fase inferiore, rossa, rappresentata da un coagulo viscoso denso e ricco di piastrine

 

Come gli altri concentrati piastrinici (es. il PRP), viene isolato da campioni di sangue, ma la caratteristica principale risiede nella sua consistenza: si tratta infatti, di una matrice organica più ricca in fibrina e quindi più densa rispetto agli altri concentrati piastrinici ed è in grado sia di trattenere al suo interno una maggiore concentrazione di fattori di crescita autologhi che di presentarsi come una sostanza strutturata.

Grazie a quest’ultima caratteristica il CGF può essere impiegato da solo o insieme ad altro materiale oppure come membrana.

 

I vantaggi del CGF dunque sono rappresentati da: la sua natura autologa (importante riduzione del rischio di Graft Versus Host Disease), l’elevata concentrazione di fattori di crescita, la sicurezza del preparato (assenza di capacità mutageniche e trasmissione di malattie veicolate dal sangue, rischio remoto di reazioni o effetti collaterali), il basso costo, l’attrezzatura pratica e poco ingombrante, la facilità di preparazione ed applicazione.
L’applicazione del CGF nella zona interessata permette di ottenere migliori risultati sia in termini di cicatrizzazione della ferita sia in termini di riduzione dell’edema, delle infezioni e del dolore post-operatorio con una conseguente riduzione dei tempi di ricovero ed una più rapida ripresa del paziente.
 

L’utilizzo del CGF a scopo terapeutico, rappresenta quindi una tecnologia nuova, sicura, standardizzata e meno dispendiosa nel campo della medicina rigenerativa.

 

Vantaggi

 

– mininvasività
– processo interamente autologo
– standardizzazione della procedura
– semplicità d’utilizzo
– velocità della procedura
– utilizzabile sia in sala operatoria che in ambulatorio

 

Campi di utilizzo

Utile in tutti i campi ove sia necessario rigenerare tessuti danneggiati sia molli che duri:

– clinica odontostomatologica
– clinica ortopedica
– flebologia
– vulnologia
– cardiochirurgia
– estetica, plastica e dermatologia

BIBLIOGRAFIA

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